Roma, Mag. 2017

Dopo viaggi di lavoro, una vacanza a Londra (sulla pagina Facebook troverete il video) e un trasferimento a Tallinn, ritorno a scrivere dopo un mese di latitanza. Intanto ho notato con piacere che questo blog continua la sua vita anche quando non ho molto tempo da dedicargli, quindi ringrazio tutti i lettori che in qualsiasi giorno mi raggiungono qui!

Scrivo proprio dei miei ultimi due viaggi di lavoro nella capitale: ora conosco un po’ di più Roma, non solo come semplice italiana ma anche come #abisinissgirl! Il video, breve, come al solito sul canale Youtube.

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Si parte presto, e leggeri

La città e le persone

Se volete una facciata, non c’è bisogno di dilungarsi su Roma. La descriverei proprio come farebbe una cartolina, magari un po’ ingiallita.

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Mi incontro con la mia omonima

Se volete la Roma dei romani (non che possa assolutamente includermi in questa categoria), allora mi vengono in mente solo dicotomie: piccoli borghi dentro le mura e una città enorme; l’idea di una capitale e la semplicità di gente di paese; stradine tranquille immerse nel verde dei parchi e il traffico che dura ore e ore e ore…
Il romano è quell’italiano che ancora non ha dimenticato di essere di cuore, ma la cui scorza si è un po’ indurita per il passato, lontano e vicino, a cui ha dovuto adattarsi. Un po’ per questo motivo, un po’ per le necessità di una “vita in città”, all’inizio è amichevole ma leggermente sospettoso… Dare ai romani un motivo per cui fidarsi di voi è il modo di fare breccia nel loro cuore.

The business side

Roma, in quanto capitale, dovrebbe essere in tutti i sensi il centro del paese, anche economico. Non è così.
Roma è sicuramente il centro politico, ma il primato economico spetta a Milano. File_000 (29)Credo sia, di nuovo, per una questione di mentalità: a Milano le novità non fanno paura, a Roma sotto sotto sì. Le innovazioni fanno più fatica ad emergere, e tra gli addetti ai lavori strisciano più lentamente. C’è bisogno di un motivo di cui fidarsi.
Inutile dire che ciò è ancor più vero nel pubblico. Ho avuto una brevissima esperienza di contatto ministeriale, che non ha fatto altro che confermare un punto fondamentale: il settore pubblico aspetta di essere spinto verso il futuro (almeno verso il presente!) dal settore privato, gli chiede aiuto ma non sempre riesce ad aggrapparsi alla sua mano per risalire. Credo sia anche dovere di tutti noi renderci maggiormente partecipi della politica nazionale, (costringere a) coinvolgere le istituzioni in quei cambiamenti che lasciano intravedere una via luminosa davanti a sé.

Napoli&Roma

Come napoletana, mi sento vicina ai romani in quella mentalità a metà strada fra il cittadino e il paesano. Le tradizioni di casa propria non sono ancora state dimenticate, abbiamo ancora impressa perfettamente l’immagine della nostra città così come la vedevano i nostri nonni. Eppure, credo ci sia una differenza fondamentale tra il napoletano e il romano, resa perfettamente in una frase di Toni Servillo che ho ascoltato prima di una sua performance al Teatro San Carlo: il romano è profondamente tragico, il napoletano è profondamente comico. Dobbiamo entrambi lavorare su questi aspetti del nostro carattere, e allo stesso tempo esserne fieri. Invece, qualcosa che abbiamo in comune e che ci danneggia molto è la rassegnazione, che ristagna sempre un po’ sul fondo della nostra anima. Quando riusciremo a liberarcene, spiccheremo voli che nessuno saprà imitare.

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La vista dell’Italia dal Vaticano
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