L’Estonia di una tirocinante

Resto sempre molto meravigliata di sentire quanto l’Estonia, paese tanto piccolo, abbia rivoluzionato la vita di così tante persone! Ed è successo anche a me: la vita ha preso una direzione mai pianificata, eppure forse sempre desiderata… Ma tutto è cominciato con l’Erasmus+ Traineeship!

Sono alla ricerca di un posto in Europa che sia il più vicino possibile alla Russia, che possa raggiungere con l’Erasmus, avendo studiato russo all’università e volendolo praticare. La mia università offre un solo tirocinio in Estonia: un lavoretto presso l’Università di Tartu (la più prestigiosa nel paese). In base a questa scelta, baso anche la mia tesi di laurea sull’Università di Tartu e il suo eccellente dipartimento di semantica: comincio a studiare Zara Minc. Poi, il 14 Agosto 2016, mentre mi preparo a festeggiare Ferragosto, mi arriva un’e-mail: non possono accettare la mia richiesta di tirocinio, nonostante la convenzione con l’università. Dopo i primi giorni di panico, decido che quella è l’occasione che mi serviva. Infatti, ora posso scegliere il tirocinio che ho sempre sognato. Avendo studiato traduzione specialistica, decido di scrivere alle migliori agenzie di traduzione che riesco a trovare. Le mie ricerche si concentrano tra la Grecia (mio grande amore!) e l’Estonia. Dopo un paio di mesi di ricerca, e pesantissimi silenzi nella casella elettronica, ricevo una risposta dall’agenzia di traduzione Interlex: mi hanno accettata! Mentre comincia la stesura della mia tesi, mi affaccendo anche con tutti i documenti necessari per partire con l’Erasmus+ Traineeship. Per me il Capodanno del 2016 è stato una doppia fine e un doppio inizio: sapevo che quella nuova avventura all’estero mi avrebbe cambiata per sempre ma non potevo immaginare quanto, e non potevo pensare che l’avrebbe cambiata anche a chi mi stava vicino. Il 2 Gennaio prendo un volo per Tallinn. Arrivarci da Napoli, tra l’altro, non è il massimo della semplicità…

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Il mio collega preferito!

Mentre a casa le vacanze sarebbero durate fino al 7 Gennaio, io il 4 già lavoro, e provo per la prima volta l’esperienza della vita d’ufficio, l’argomento di cui tutti parlano (dopo il sesso)! Alzarsi tutti i giorni allo stesso orario, fare le 8 ore d’ufficio, stare seduti a una scrivania, riscaldare il pranzo nel microonde dell’ufficio: per i primi due mesi è stata una novità elettrizzante! Al terzo mese l’entusiasmo è già scemato, essendomi resa conto di quanto questo stile di vita non mi appartenga nel modo più assoluto! Inoltre, sono anche una studentessa Erasmus, quindi ho partecipato a tutti (o quasi) gli eventi organizzati per gli Erasmus in Estonia dall’ESN. Eppure, la differenza con gli Erasmus che frequentano l’università si nota subito: gli orari sono diversi, i giorni liberi sono diversi, ma anche i luoghi di ritrovo e gli argomenti di cui parlare.

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Jaanipaev, per festeggiare l’assenza di notte (e di sonno!)

Dopo qualche mese mi sono naturalmente ritrovata in compagnia di altri tirocinanti o lavoratori. In questo aspetto, mi sento avvantaggiata: sono riuscita a vivere sia la parte “studentesca” (anche per via delle mie ricerche di tesi) sia quella “lavorativa” del mio Erasmus. L’aspetto fondamentale dell’Erasmus Traineeship è stata l’esperienza di un ambiente professionale, che, essendo una studentessa, nessuna scuola o università ha mai potuto darmi: un luogo dove si fanno meeting per misurare la produttività, dove un capo (o più di uno) si aspetta certi risultati da te, dove alla fine della giornata hai davvero bisogno di una birra coi colleghi per il mal di testa che si scatena per tutte le cose che hai da fare!

 

L’Estonia è un piccolo paese meraviglioso. Appena uscita da una delle più terribili dittature, si è trovata davanti a un bivio: arrendersi al pessimismo storico o rimboccarsi le maniche? Gli estoni, temprati da secoli di dura lotta contro il freddo, hanno presto cancellato i ricordi sovietici e hanno agganciato con ottimismo la novità degli anni ’90: l’informatica e internet. Ormai l’intera società si basa sulla digitalizzazione e sullo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, e fa passi da gigante. Ad esempio, è la nazione europea con il più alto numero di start-up pro capite, o l’unica al mondo dove si può votare online. Provate a vedere quant’è più semplice metter su la propria compagnia, in appena 15 minuti! Per spiegarvi gli estoni racconterò il mio rapporto con la mia tutor all’agenzia di traduzione. Donna adorabile, dolce madre di due bimbe bellissime, mi ha insegnato tutto quello che ha potuto con calore materno e infinito garbo. 12654691_10156439326075693_7610753697918418131_nUn giorno, nel weekend, l’ho incontrata per la strada e, presa dall’entusiasmo, l’ho abbracciata e baciata! La sua reazione mi ha chiaramente detto: perché mi stai toccando? Troppo contatto umano! Ma gli estoni non sono freddi, sono gli amici più cari che tu possa trovare. Dopo che hanno riconosciuto in te un amico, faranno di tutto per aiutarti, e sapranno dirti che ti vogliono bene. Due settimane fa sono ritornata nella mia agenzia di traduzione per salutare tutti, ma soprattutto la mia tutor. Sono stata ben attenta a non toccarla “troppo”, ma la mia tutor non ha resistito a un formalissimo abbraccio, e il fatto che riuscisse a malapena a contenere il suo sorriso mi ha detto che era felicissima di rivedermi dopo tanti mesi.

Ma è stato l’ultimo mese di Erasmus+ che ha cambiato la mia vita. A metà esperienza, ho conosciuto in un pub scozzese quello che poi sarebbe diventato il mio collega e uno dei miei migliori amici, che mi ha portato nel mondo di DreamApply. Nel mese di Marzo, tutti i giorni erano più o meno così: lavoro fino alle 16.00 in agenzia di traduzione, poi corsa all’altro ufficio per un periodo di prova, fino a circa le 19.30. E non dimenticate la scrittura della tesi di laurea. Ho cominciato a non avere più tempo per me stessa, per i miei amici, soprattutto per chi era rimasto a casa. Sono stati momenti duri e faticosi, anche perché quello che ho cominciato con DreamApply è qualcosa che mi era sempre stato estraneo fino a quel momento. Ci sono voluti tanta fatica, tanto pensare, tanto decidere, e tanti pareri, di chiunque! Ma questa è un’altra storia, che mi fa piacere raccontare in un prossimo post, sul mio attuale lavoro.

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Curioso vivere in un appartamento “europeo” 🙂

Quello che posso dire è che l’Erasmus mi ha completamente cambiato la vita: mi ha regalato alcuni dei miei migliori amici, che a casa non sono quasi mai riuscita a trovare, una sfida lavorativa che amo affrontare a muso duro tutti i giorni, l’indipendenza, ma soprattutto la prospettiva di un mondo ampio, che va oltre i segnali stradali della propria città o del proprio paese. Essere amici di tutti, e trovare ogni volta negli altri qualcosa da amare che noi non abbiamo. Se un giorno avessi abbastanza potere decisionale, renderei obbligatorio l’Erasmus per tutti gli studenti!

 

Ma la mia storia d’amore con l’Erasmus parte prima, nel 2014, quando sono partita per la Bulgaria. Spero di avere presto del tempo per scrivere di più sull’Erasmus, per convincere tutti gli indecisi a partire e a godersi l’Europa delle aperture, perché non c’è nessuno che torna a casa senza soffrire di depressione post-Erasmus. E soprattutto, nessuno torna a casa senza la sensazione di aver vissuto l’esperienza più entusiasmante della propria vita!

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La mia foto preferita 🙂

Ps: Un bel ricordo che ho del periodo passato in agenzia di traduzione è questo articolo che ho scritto per contribuire al content marketing dell’agenzia. Se state pensando di diventare traduttori, questi sono i miei consigli.

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